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Piccole gioie e inaspettate sorprese

Anche affollando il tempo ritrovato di mille cose interessanti tue, insieme alle necessità casalinghe e lavorative, di cui non possiamo fare a meno, mi sono ritrovata a voler mettere tutto da parte, perché volevo creare un gioco per i bambini e fanciulli del piccolo condominio in cui viviamo, pensando in modo particolare al più piccino, di 4 anni, che ha energia da vendere e stando a casa fa capire anche a sua mamma che di energia lei ne ha anche di più.

Mamme, avete la mia stima.

L’idea è nata dal bersaglio e freccette, che avevamo comprato con l’intento di impegnare gli adulti in tornei condominiali, ma le circostanze attuali potrebbero non farlo arrivare mai. In attesa che ciò accada mi sono chiesta come creare qualcosa di casalingo (perché al brico mica ci si può andare e certi materiali non sono considerati necessari), per gli adulti (e l’idea ce l’ho) e una versione per i più piccini. E siccome fare le cose per i piccoli ti permette di essere bambino anche tu, mi sono dedicata a loro. Ho preso quello che c’era intorno, scatole, contenitori di yogurt, tubi di cartone e ho cominciato a fare buchi, ad attaccare un pezzo dopo l’altro, chiedendomi se ogni bersaglio fosse troppo piccolo, troppo difficile, troppo complicato (e mi sono assicurata ce ne fosse uno bello grande per evitare frustrazioni da “non ne centro uno”).

E ieri sera, finita l’opera, portata su a mio marito, mi sono chiesta: “ma ha senso? O è una gran cavolata? Piacerà? Ci giocheranno?”. Dubbi che mi hanno fatto esitare, valutando la possibilità di lasciarlo nel dimenticatoio.
Mi sono poi detta che se non vedo che reazione provoca, non posso migliorare e ho sperato almeno nell’apprezzamento del gesto.

Adesso sorrido. Il bimbo protagonista #1 a un certo punto ha messo giù la mitraglietta giocattolo (è proprio un maschietto!) e si è messo a tirare le palline di stagnola e la cosa che amo di più dei bambini è la loro capacità di sorprenderti. Ha preso la tazza pensata per raccogliere le palline che scendono dall’occhio della lucertola e l’ha usato a modo suo, per colare come caffè le palline dove voleva lui, come cestino per tenerle per prenderle una ad una e poi da lì abbiamo esteso il gioco a tutto il giardino, diventando zombie, proteggendoci dai vicini che hanno colto l’attimo per giocare con noi, e ho passato mezza giornata a correre, tirar palline, cercarle per il prato, finché poi il bimbo, con cui non avevo mai giocato prima, a un certo punto, con serafica semplicità si è avvicinato e mi ha regalo una margherita.

E io penso alla mia fastidiosa insicurezza a pensare di mettere nel dimenticatoio il mio gesto. Non perché il mio gioco fosse da premio Nobel, ma perché i bambini sanno cogliere la genuinità e la semplicità e trasformarle in qualcosa di magico.

Non c’è nulla di geniale nel gioco in sè, ne hanno fatti di meglio e più efficaci, ma senza sapere come fare ad entrare nel cuore di un bimbo, quel bimbo ha trovato il modo di conquistare il mio, a modo suo, disarmandomi e convincendomi che alla fine ci facciamo sempre troppi problemi.

Amo il potere dei piccoli gesti, specie quelli gentili. E non riferisco al mio, ma al suo, nel portarmi la margherita e anche nel giocare dando un senso a quella scatola colorata. Sono loro che hanno cimentato in me una gioia profonda; e so che possiamo portarli in ugual modo l’uno nell’altro, per quanto banali o insignificanti ci possano sembrare. Non possiamo permetterci di decidere per gli altri se lo siano. In realtà, se sono sinceri, sono piccoli gesti che sanno andare molto, molto lontano.
E ne abbiamo decisamente bisogno. Tutti.

Comments (2)

  1. “Non c’è nulla di geniale nel gioco in sé, ne hanno fatti di meglio e più efficaci”… dipende dall’unità di misura che usi per valutare l’efficacia: a leggere il tuo racconto, a metà tra la cronaca e l’introspezione, alla fine pare che non solo la cosa sia gustata da matti al destinatario ma che sia stata trovata molto convincente anche da chiunque altro passasse di lì!
    Le cose davvero belle sono piuttosto l’educazione e la gentilezza del piccolo Gengis Khan nei tuoi confronti: evidentemente istruito a ringraziare per i bei gesti ricevuti ha escogitato il dono floreale, idea che in futuro gli tornerà di certo molto utile.
    Hai una mente fervida e libera, non fartela limitare dall’autocensura, che di questi tempi a stringere i nostri orizzonti ci pensano già la cronaca e il buon senso.

    1. Mr Hulk, popoli, con il mio piccolo Gengis Khan, un mondo di meraviglia e generosa gentilezza. Tendo a essere molto critica con me stessa ed è vero che l’effetto che un piccolo gesto ha a ruota è fenomenale e assolutamente imprevedibile e per questo hai ragione, non dovremmo (me inclusa) limitare o decidere a priori per gli altri. E’ un tema che sta tornando a più riprese nella mia vita e devo dire che hai scelto il nome giusto per il mio piccolo eroe, frutto di una famiglia che gli sta alle spalle che ha il mio rispetto.
      Alla fine, viviamo tutti di avventure e lanciarsi all’esterno è un’avventura che sono contenta venga colta da menti pensanti e profonde come la tua. Confido e spero che continuerai a esprimere anche tu a voce alta le tue considerazioni e riflessioni, generando continuamente movimento spunti e semini che continueranno a crescere!!!

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