L’altro giorno sulla strada sterrata verso casa ho notato una pallina rotolare. Due stercorari se…

Ci facciamo troppi problemi
Non credo nella reincarnazione, ma pour parler se rinascessi vorrei nascere gatto. E per essere più specifica, Nemo il gatto. Il mio gatto.
È quello che conosco meglio. E più lo conosco più ne sono affascinata. Credo che la cosa che gli invidio di più sia la sua totale serenità. Non lo smuove nulla. Non si fa prendere dalla frustrazione, dalle consegne di lavoro, dal mi hai pestato un piede, non si preoccupa di dover pagare le bollette, come richiedere l’indennizzo per il covid, non tiene rancore, se vuole coccole se le prende, se ha fame rompe, e quando le cose si fanno dure se la dorme. Beato.
Vive con chi lo ama, noi, per cui si prende un sacco di coccole, mangia regolarmente, una dieta ben distribuita, anche se mangerebbe volentieri di più, sempre, ma tende a rispettare i paletti che gli metti. Ha chi gli pulisce cacca e pipi, è un animale estremamente pulito, il tempo che non passa a dormire lo passa a leccarsi e, facendo assolutamente nulla, è incredibilmente bellissimo.
Adesso sono seduta in terrazza col computer sulle gambe e lui è uscito con me, sì perché mi tiene sempre compagnia, mi segue, mi vuole con lui, io tengo compagnia a lui e partecipo alle sue gioie, le sue semplici gioie, fatte di stare al sole, inseguirci, coccole alla pancia, dietro le orecchie, sotto al collo, sulla testolina…
Quando si parla di vivere il momento, il gatto lo fa. Non si preoccupa, non si cruccia, non guarda la tv, non ha un profilo Facebook o Instagram* o Twitter o quello che è, non si immischia di politica, non investe in borsa, non legge la cronaca nera, non ha paura che gli entrino in casa, o che gli rubino o ammacchino la macchina, non deve avere a che fare con operatori telefonici che chiamano continuamente per cose che non gli interessano, non deve fare i numeri per la lavatrice che si è rotta, non deve chiamare uno che poi dice di chiamare l’altro, che risponde dopo settimane, per dirti che non possono ripararla, che devi chiamare il primo che hai chiamato, che però non risponde mai, e non deve imparare a fare ricerche online, capire che parole chiave usare, non deve leggere documenti inutili perché non hanno quello che cerchi, o capire se le fonti sono attendibili, non deve riaggiornare la pagina perché il form non ha mandato la tua richiesta che ora devi riscrivere, non deve controllare se la risposta automatica è arrivata e non si chiede cosa debba fare ora, perché tanto nessuno te lo dice. La lavatrice tanto non gli serve, perché il suo pelo è bello così e se lo lava da solo, senza ammorbidenti. Se gatto felice il pelo è come seta. Senza robe chimiche, senza estetista, senza chirurgie plastiche, senza nemmeno bisogno di guardarsi allo specchio per assicurarsi che il pelo sia a posto e quanto bello sia. Glielo dico io quanto bello è.
È un capolavoro, fatto di una muscolatura di una potenza che non ha bisogno di decantare ad alta voce. Ogni pelo ha una sfumatura diversa che nell’insieme crea onde di chiari e scuri che il più grande artista non è capace di catturare. Le orecchie sono sempre attente, raccoglie informazioni sonore continuamente, filtra, discerne, familiarizza. Gli occhi sono portali verso galassie infinite. E quelle vibrisse sono fenomenali, baffoni che li rendono incredibilmente sensibili e saggi nelle azioni da compiere.
È ancora qui accanto a me.
E la sua pace ne porta a me.
Che pazienza che ha!!! Osserva, lento, attento, senza scomporsi, senza spazientirsi, senza lamentarsi. Non conta i minuti, semplicemente è. Fedele compagno, è una creatura che ama le sue routine. Orari da svizzero per mangiare, sulle gambe di Chris la mattina e tra le braccia mie la sera, mangia, poi bagno, poi fuori a fare un giro, e se le coccole non bastano si spatascia ai tuoi piedi e si abbandona completamente a te. Pieno di fiducia, amore totale, morbidezza infinita, bellezza squisita. Ha i suoi posti preferiti, sul davanzale caldo d’inverno, la sua scatola col cuscino quando non può dormirsela fuori e ora la sua nuova amaca morbidosa tra 2 colonne di corda per le unghie che può riprendere a distruggere come la precedente.
E quando ne ha abbastanza, basta, perché farsi problemi, si acciambella, se ne va, si addormenta, va, torna, mica si preoccupa di cosa pensi tu, se è troppo tardi troppo presto, se deve farti il regalo perché gliel’hai fatto tu, cosa sono le formalità, l’etichetta, il non detto, il non capito, le aspettative non dichiarate… Lui va per la sua strada, impara e si adatta. Non è che ignora di proposito, non è semplicemente importante. E non ne viene intaccato.
Ha cominciato a piovere, ci tocca rientrare.
Ci godiamo insieme questa giornata uggiosa, ascoltando gli uccellini, facendo uno spuntino, e guardandoci negli occhi e scambiandoci il mondo, senza bisogno di parole.
E sebbene tu debba occuparti della lavatrice, delle bollette, dell’auto, di trovare quello che cerchi su internet, la sua serenità impregna la tua.
E tutto è magicamente meraviglioso.
Almeno fino alla prossima telefonata a vuoto.
* Nemo il suo profilo Instagram in realtà ce l’ha, ma non gliene frega niente, ci penso io:
www.instagram.com/fluffy_cute_and_orangeblack/



Noi che di gatto ne abbiamo uno più due (uno per scelta più due imbucati, ormai storici), al loro cospetto la viviamo esattamente allo stesso modo.
Leggere questo pezzo è come dissetarsi alla fonte del poeta 🙂
Non so come mai non abbia mai risposto, forse mi sono gingillata nelle tue gradite parole intanto che vedevo la scena e sorridevo agli imbucati. Hanno anche questo potere, di entrarti dentro senza chiedertelo e conquistandoti senza ripensamenti! Sono fenomenali. Confermo, rinascere gatto sa di buono 🙂
Nemo è un gatto fortunato, la sua estrema serenità è in buona parte dovuta ai suoi (super) padroncini!
Anche a te rispondo solo ora nonostante ricordi il sorriso e la gratitudine provata quando ti ho letto. Grazie di cuore! Nemo mi ha insegnato così tanto e sono diventata un po’ gatto anch’io, diventando parte della sua colonia 😀